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“Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad Auronzo, per la cerimonia di riconoscimento da parte dell'Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell'umanita'”

 

“Il Paese delle Tre Cime portafortuna dell'importante società biancoceleste!”

 
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Ambiente

Topologia della Valle d’Ansiei
Auronzo - Misurina
 
Oltre la diga di Santa Caterina, ha inizio il lunghissimo abitato di Auronzo di Cadore, disteso sulla sponda orientale dell’omonimo lago; sullo sfondo appaiono: le Marmarole, l’Aiarnola e il Tudaio (alle spalle), le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni e le Cime del Gruppo del Popera; all’inizio del paese c’è un bivio a destra della strada che, per la Val Diebba, porta al Passo Zovo di Sant’Antonio, scendendo poi in Comelico. La strada attraversa l’abitato di Auronzo in tutta la sua lunghezza, passando per le frazioni di Villapiccola, Villagrande, Riziò, Reane, Pause (all’altezza di Case Orsolina, si stacca a sinistra la rotabile della Val Da Rin che si inoltra per circa 4 km, nel cuore delle Marmarole Orientali; contapposta, si apre a nord la lunga Val Ambata).

La strada prosegue tenendosi sempre in sponda sinistra orografica del torrente Ansiei, passa l’abitato di Giralba, dove confluisce la valle omonima che scende fra la Croda dei Toni e il Popera, e, più avanti, attraversa il letto del Rio Marzon, che scende dalle Tre Cime di Lavaredo (deviazione a destra del tronco rotabile che risale la valle per circa 5 km. fino alla località “Pe de la Pala”). La strada, sempre tenendosi sulla sinistra orografica dell’Ansiei, porta sempre piu profondamente nel cuore delle Dolomiti auronzane; si spiegano a sud le dirupate balze che fanno da piedistallo alle Marmarole Centrali e davanti appare il contrafforte del “Banco del Sorapiss”. Attraversati i piccoli nuclei abitati di Somprade, Cosderuòibe, Tornede, Stabiziane (caratteristici e bellissimi vecchi fienili ai lati dellla strada) e Palus San Marco, la strada, sempre seguendo il fondovalle (sull’altro confluisce la Val di San Vito racchiusa fra Marmarole e Sorapiss e nel cui sfondo compaiono bellissimi il Corno del Doge e la Torre dei Sabbioni; ai lati dello sbocco della valle, lo splendido bosco della Vizza di San Marco gloria del Cadore e della Repubblica Veneta), fa una conversione verso il nord e inizia a salire con maggiore pendenza. Salendo, l’orizzonte si allarga ed offre visioni sempre più belle e varie sulle Marmarole Centrali e Occidentali che ora si spiegano in tutta la loro maestosità, sul Sorapiss che mostra le sue forme più imponenti e sulle cime del Cristallo e del “Piz  Popena”. Oltrepassata Federavecchia (metri 1647), dove la S.S. 48 volge ad ovest in direzione di Cortina d’Ampezzo che si raggiunge attraverso il Passo Tre Croci, si prosegue dritti ed in un paio di chilometri si raggiunge il lago di Misurina (mt. 1745) ed il valico omonimo (mt. 1757) verso Dobbiaco. A nord del lago, deviazione a destra delle strade che portano al Monte Piana ed il Rifugio Auronzo.

Foto di Roberto  Zanette


I glottologi ed in particolare il Prof. Giovanni Battista Pellegrini, sono concordi nel collocare l'origine del toponimo Auronzo, in epoca preromana.

La memoria degli anziani ci ha tramandato l'esistenza di popolazioni “Pagane” di  origine indoeuropea che si sono insediate nella valle percorsa dal fiume Ansiei e sui colli che la circondano, alcuni secoli prima di Cristo.
I nostri avi hanno raccontato di importanti rinvenimenti archeologici avvenuti molti secoli addietro. La relazione di un prezioso ritrovamento avvenuto nel 1590 è stata riportata da Cesare Vecellio, il cugino del celebre pittore Tiziano, nel libro " Degli Habiti Antichi e Moderni". Libro che è stato tradotto in più lingue e che attualmente è reperibile solamente negli archivi e nelle biblioteche più importanti del mondo. Egli scrive di aver visto personalmente uno splendido cavallo di bronzo ricoperto da una pelle di leone, rinvenuto da un contadino mentre arava la terra a Cima Gogna, frazione del Comune di Auronzo. Negli Stati Uniti d'America ho ascoltato il racconto del rinvenimento all’interno di un anfora di una statuetta d'oro ed alcune monete, avvenute nel 1890 in Piazza Santa Giustina, in pieno centro di Auronzo. John Ball, irlandese, fondatore e primo Presidente del Club Alpino in Gran Bretagna, primo alpinista a raggiungere la vetta del Pelmo nel 1857, dopo aver visitato e descritto nelle sue rinomate guide, tutte le principali località delle Alpi,  dopo aver visitato Auronzo, Misurina e le Crode che le circondano, scrisse: " Molti viaggiatori, oltre al sottoscritto, hanno cercato di evitare l'uso di di superlativi nel descrivere questa zona. Non è esagerato affermare che, avendo conservato nella memoria le immagini di altre splendide vedute, tra queste non c'è nessuna che offra più squisite combinazioni, del grandioso, del bello e del fantastico, come quelle che si trovano qui con il tempo favorevole". Ma le genti Protostoriche ed i Romani non scelsero di abitare la Valle d’Auronzo solamente perché attratti dalle bellezze dell'habitat naturale: i floridi ed estesi boschi ricchi di animali selvatici, i vasti e fioriti pascoli d’alta montagna e la gran varietà di cime, torrioni e guglie che la circondano da ogni lato.

Si insediarono qui perché scoprirono che le rocce erano ricche di giacimenti minerari: oro, argento, ferro, rame ma soprattutto piombo. È stato difficile ottenere il permesso di verificare la veridicità dei racconti degli antenati, ma con perseveranza e tenacia che contraddistinguono le genti di montagna, nel 1999 siamo riusciti ad effettuare il primo scavo archeologico ufficiale in località Tarin. Abbiamo riportato alla luce le mura di una casa romana ed alcune monete ed oggetti che hanno datato i primi insediamenti ad Auronzo già in epoca protostorica.
In seguito i rinvenimenti si sono succeduti a ritmo incalzante, grazie anche al contributo dei numerosi appassionati del Gruppo Archeologico Cadorino.

  • In Piazza Santa Giustina sono emerse le mura di chiese medioevali, fondamenta di case e una strada romana.
  • Sul Monte Agudo, nella località detta "cimitero de i Pagane" sono affiorati vari tipi di ceramica di probabile uso funerario.
  • È stato ritrovato il tracciato della strada romana che da Lozzo conduceva ad Auronzo, le fondamenta di alcune abitazioni protostoriche, numerosi tumuli, alcune armi, una chiave di chiara fattura retica, ed un'altra grande chiave incisa con segni di probabile uso sciamanico.

Vista l'importanza di questi rinvenimenti, non è azzardato affermare che siamo vicini a far riemergere dal passato, la misteriosa città di Agonia.

Ma il ritrovamento che ha fatto più scalpore è stato quello del Monte Calvario, un Santuario protostorico ricco di reperti che attualmente viene considerato come il più importante degli ultimi anni, in tutta l'area alpina orientale. Oltre a due dischi raffiguranti divinità sconosciute, sono emerse alcune lamine di bronzo con iscrizioni protostoriche, monete celtiche e romane e i resti delle mura che delimitavano il Santuario. Lo scavo archeologico è tuttora in corso e vista l'importanza del rinvenimento, non si esclude che prosegua per alcuni anni. Auronzo è diventata tristemente famosa durante la prima guerra mondiale. Sulle montagne che la circondano, dalle Tre Cime di Lavaredo al Monte Piana fino al Monte Cristallo e dalla Croda dei Tone al Paterno, sono state combattute alcune delle più aspre battaglie della Grande Guerra sulle Dolomiti. Grazie ai finanziamenti concessi dalla Comunità Europea e alla buona volontà degli Amministratori della Comunità Montana Centro Cadore e del Comune di Auronzo, sono in progetto la costruzione di un Museo Etnografico ed Archeologico,  la sistemazione di numerosi manufatti della Prima Guerra mondiale e la creazione di alcuni itinerari di particolare interesse storico e paesaggistico. Sono progetti mirati, che ci permetteranno di ospitare tra le nostre montagne migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. I turisti del futuro visiteranno le località che saranno in grado di offrire un ambiente naturale incontaminato, ricco di storia, cultura e tradizioni. Auronzo possiede tutte le potenzialità per diventare uno dei centri di montagna più interessanti di tutto l'Arco Alpino.  Gianni Pais Becher

 Foto di Roberto  Zanette





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